di Alberto Maria Alessandrini
Una presa di posizione netta e formale contro decisioni giudicate insostenibili per il tessuto economico locale. Confagricoltura Marche, per firma del suo presidente Federico Castellucci, ha inviato una lettera a tutti i Sindaci dei Comuni ricadenti nel comprensorio irriguo della Val Musone per chiedere un loro intervento autorevole ed urgente nei confronti del Consorzio di Bonifica delle Marche.

Al centro della protesta c’è la recente delibera del Consiglio di Amministrazione del Consorzio che impone consistenti rincari sia sulla quota fissa per ettaro sia sul costo dell’acqua ad uso irriguo. Una decisione, sostanzialmente assunta dai rappresentanti di una organizzazione di categoria, giunta a stagione irrigua ormai avviata e senza alcun preventivo confronto con tutte le altre organizzazioni e con gli operatori del territorio.
Come ormai noto i rincari approvati dal Consorzio di Bonifica incidono pesantemente sui bilanci aziendali e sulle spese delle utenze: la quota fissa per ettaro passa da 33,00 € a 75,00 € / ha, il costo dell’acqua ad uso irriguo sale da 0,06 € a 0,08 € al metro cubo.
Aumenti che non solo giungono in una fase congiunturale già molto pesante, ma che sono stati adottati in spregio ai più basilari principi di condivisione e comunicazione (al netto degli obblighi formali)
La lettera è stata recapitata ai vertici di otto Amministrazioni comunali a cavallo tra le province di Ancona e Macerata: Osimo (Michela Glorio), Recanati (Emanuele Pepa), Castelfidardo (Roberto Ascani), Loreto (Moreno Pieroni), Filottrano (Luca Polorossi), Cingoli (Michele Vittori), Montefano (Angela Barbieri) e Santa Maria Nuova (Alfredo Cesarini).

“Imporre rincari di tale portata significa compromettere ulteriormente la sostenibilità economica di numerose aziende, mettendo a rischio investimenti, produzioni e livelli occupazionali”, evidenzia Federico Castellucci nella lettera. “Chiediamo che le Amministrazioni comunali, quali istituzioni più vicine ai cittadini e alle imprese, facciano sentire la propria voce nei confronti del Consorzio di Bonifica per una immediata revisione delle decisioni assunte.”
Un punto centrale sottolineato da Confagricoltura riguarda l’ampiezza della platea colpita. I contributi e gli aumenti non interesseranno infatti esclusivamente le imprese agricole professionali, ma anche attività economiche e imprese locali ricadenti nel comprensorio assoggettate ai contributi di bonifica subiranno un aggravio economico. Stessa sorte anche per le utenze private e per i cittadini che utilizzano l’acqua irrigua e che vedranno lievitare le proprie bollette, a riprova di un rincaro generalizzato che si ripercuoterà sull’intera comunità della Val Musone.
Confagricoltura Marche ribadisce, quindi, che la gestione dell’irrigazione – risorsa primaria ed essenziale – deve coniugare l’equilibrio di bilancio con la sostenibilità sociale ed economica delle aziende. L’appello rivolto ai Sindaci punta a creare un fronte comune istituzionale per bloccare i rincari unilaterali e riaprire un tavolo di concertazione trasparente con i rappresentanti dei territori interessati.