22 Mag 2018

AGROFARMACI AD USO NON PROFESSIONALE

Con l’entrata in vigore del nuovo “Regolamento sulle misure e i requisiti dei prodotti fitosanitari per un uso sicuro da parte degli utilizzatori NON professionali” (Regolamento UNP) viene chiarita la definizione di utilizzatore non professionale. Quest’ultimo viene identificato come persona che utilizza i prodotti fitosanitari nel corso di un’attività non professionale per il trattamento di piante, sia ornamentali sia edibili, non destinate alla commercializzazione e la gestione di giardini domestici o di aree al suo interno. L’utilizzatore non professionale non ha l’obbligo di possedere il certificato di abilitazione all’acquisto e all’utilizzo (patentino) per svolgere le proprie attività.
Utilizzatore professionale risulta invece chiunque svolga un’attività volta alla commercializzazione della pianta intera o parte di essa e/o alla gestione professionale di aree non agricole. A prescindere dal tipo di prodotto utilizzato, dovrà munirsi di certificato di abilitazione all’acquisto e all’utilizzo dei prodotti fitosanitari.

AMBITO DI APPLICAZIONE E TEMPISTICHE
Dal 1 maggio 2018 (15 giorni dopo la data di pubblicazione del Regolamento UNP) entrano in applicazione per un periodo limitato le cosiddette “Misure transitorie” per l’autorizzazione e la commercializzazione dei prodotti ad uso non professionale.
Tali misure transitorie riguardano tutti i prodotti per i quali, come già stabilito dalla Circolare del Ministero della Salute del maggio 2015 e ribadito con quella del gennaio 2018, non è attualmente richiesto il possesso del certificato di abilitazione all’acquisto e all’utilizzo e per i quali le aziende titolari avranno fatto richiesta di autorizzazione provvisoria per uso non professionale.
Per il periodo transitorio saranno pertanto provvisoriamente autorizzati:

  • Per un periodo di 24 mesi tutti i prodotti destinati al trattamento delle piante ornamentali (gli attuali PPO, che entreranno a far parte della categoria PFnPO)
  • Per un periodo di 24 mesi tutti i prodotti pronti all’uso destinati al trattamento di piante edibili e per il diserbo di specifiche aree all’interno dell’area coltivata (rientranti nella categoria dei PFnPE), senza limiti di taglia;
  • Per un periodo di 24 mesi i prodotti destinati al trattamento di piante edibili e per il diserbo di specifiche aree all’interno dell’area coltivata (rientranti nella categoria dei PFnPE), da utilizzare con l’aggiunta di acqua in confezioni non superiori ai 500 gr/ml;
  • Per un periodo di 6 mesi i prodotti destinati al trattamento di piante edibili e per il diserbo di specifiche aree all’interno dell’area coltivata (rientranti nella categoria dei PFnPE), se da utilizzare con l’aggiunta di acqua e in confezioni tra i 500 e i 1000 gr/ml.

Non saranno quindi autorizzate, nemmeno per il periodo transitorio, eventuali taglie superiori a 1000 gr/ml di prodotti concentrati che potranno essere acquistate e utilizzate solo da soggetti muniti di patentino.

NUOVE ETICHETTE PRODOTTI PER IL PERIODO TRANSITORIO

Nel periodo necessario alle Imprese per ottenere la modifica dell’etichetta si potrà continuare a vendere i prodotti, per i quali è stata richiesta modifica dell’etichetta, con le stesse modalità precedenti all’uscita del Regolamento UNP. Tale possibilità dovrebbe essere auspicabilmente confermata anche da specifiche istruzioni impartite dal Ministero della Salute.
Al termine di tale procedura di modifica, le Imprese dovranno fornire un fac-simile dell’etichetta modificata per le confezioni di prodotto giacenti presso i magazzini dei rivenditori, i quali, a loro volta, dovranno consegnarla all’acquirente utilizzatore non professionale. Tale fac-simile potrà essere utilizzato anche per i prodotti giacenti presso i magazzini delle Imprese titolari e distributrici con lotto di produzione antecedente alla data di entrata in vigore del Regolamento UNP.
Il termine indicato in etichetta per le misure transitorie si applica alla commercializzazione, alla vendita al dettaglio e all’impiego dei prodotti provvisoriamente consentiti per l’uso non professionale. Decorso tale termine, i prodotti potranno essere acquistati ed utilizzati solo da soggetti muniti di patentino.
Al momento della vendita, il rivenditore dovrà informare l’acquirente utilizzatore non professionale della data ultima entro cui dovrà utilizzare il prodotto, data riportata anche sull’etichetta/confezione.
All’atto della vendita il rivenditore fornirà all’acquirente anche tutte le informazioni generali di sicurezza e per un corretto utilizzo dei prodotti.

Successivamente i prodotti che saranno disponibili per gli utilizzatori di prodotti fitosanitari non professionali saranno indicati come PFnP e distinti in:

PFnPO: prodotti da utilizzare esclusivamente per la difesa fitosanitaria di piante ornamentali in appartamento, balcone e giardino domestico e per il diserbo di specifiche aree all’interno del giardino domestico compresi viali, camminamenti e aree pavimentate;

PFnPE: prodotti per la difesa fitosanitaria di piante edibili, destinate al consumo alimentare come pianta intera o in parti di essa compresi i frutti, e per il diserbo di specifiche aree all’interno della superficie coltivata. I PFnPE possono essere destinati anche al trattamento di piante ornamentali in appartamento, balcone e giardino domestico e al diserbo di specifiche aree all’interno del giardino domestico compresi viali, camminamenti e aree pavimentate; detti ulteriori impieghi sono indicati in etichetta.

07 Mag 2018

BIOGAS, RICONOSCIMENTO DEL PREMIO AZOTO

I soggetti interessati al riconoscimento del premio, dovranno comunicare al Mipaaf il possesso dei requisiti, avvalendosi di un software che a breve sarà messo on line sul sito del Ministero stesso

03 Mag 2018

GRANDE SUCCESSO PER LA FIERA AGROALIMENTARE

Il Consorzio Agrario Provinciale di Ancona – l’unico capace di mantenere la propria autonomia e la propria identità nel panorama regionale – ha festeggiato nella sede centrale di Jesi i 120 anni della propria costituzione con una Fiera Agroalimentare che ha fatto registrare uno straordinario successo di pubblico.
Almeno 10 mila visitatori hanno infatti partecipato tra sabato 21 e domenica 22 Aprile alla manifestazione espositiva denominata “Consorzio in festa”, arricchita da convegni, eventi, degustazioni guidate, fattorie didattiche. Tremila metri quadrati all’aperto, nei due ampi piazzali del Consorzio, sono stati teatro di un evento pienamente riuscito tanto che l’Amministrazione comunale di Jesi, che ha sostenuto e patrocinato l’iniziativa, ha richiesto di trasformarlo in un appuntamento annuale.
In vetrina, nella mostra mercato, una sessantina di espositori che hanno presentato le loro eccellenze agroalimentari, sostenuti dalla presenza anche di alcuni Consorzi di Tutela come quello dell’Igp Marche per l’olio, dell’Istituto Marchigiano Tutela Vini, della Casciotta di Urbino. Garantite tutte le produzioni certificate della regione, dai tartufi di Acqualagna a nord fino alle olive ascolane al sud. Una presenza variegata che ha riscontrato il consenso di un pubblico di consumatori che ha avuto modo di conoscere filiere, processi produttivi e soprattutto il lavoro e la passione che stanno dietro alle migliori eccellenze agroalimentari della regione.
Nello spirito di servizio che contraddistingue l’attività del Consorzio Agrario Provinciale di Ancona, sono state anche ospitate diverse aziende del cratere del sisma, a partire dalla Varnelli, nome simbolo del made in Marche.
Spazio anche alle macchine agricole (dalla mietitrebbia ai trattorini), che hanno ovviamente riscontrato grande interesse sia da parte degli operatori che dei semplici curiosi, così come ricca è stata la presenza florovivaista.
Nessuna bandiera delle organizzazioni professionali, perché lo spirito dell’iniziativa, per una volta, era quello di mettere al centro gli agricoltori e le azione di trasformazione agroalimentare, dando loro, e solo a loro, la piena visibilità.
La mattinata del sabato si è aperta con un interessante incontro sulle prospettive future del grano duro delle Marche che rappresenta come noto la produzione principale di questa nostra regione. Dopo i saluti del presidente del Consorzio Alessandro Alessandrini e del presidente della Commissione consiliare attività produttive del Comune di Jesi Giancarlo Catani, si sono sviluppate le relazioni sull’andamento delle produzioni mondiali e nazionale del grano con l’intervento dell’analista di mercato agricolo Filippo Bertuzzi, sui parametri per il migliore grano di qualità a cura del direttore del Consorzio Andrea Novelli e sulle opportunità per le filiere con i bandi del Psr da parte del dirigente del Servizio Agricoltura delle Marche Andrea Bordoni. Particolarmente atteso l’intervento del direttore acquisti di Barilla, Enrico Polverigiani, che è stato esplicito: “Vogliamo acquistare più grano da questa regione. Nelle Marche oggi appena il 30% della produzione raggiunge i parametri qualitativi che Barilla
richiede. Siamo pronti, attraverso una formazione adeguata e strumenti agronomici appropriati anche avvalendoci di nuove tecnologie, il tutto ricondotto attraverso appositi contratti di filiera, di supportare gli agricoltori della regione nella produzione di un grano di qualità adatto ai nostri standard”. Oggi Barilla acquista una quota del 10/15% del grano delle Marche – terza regione italiana per produzione dopo Sicilia e Puglia – dai 500 ai 700 mila quintali. La prospettiva di un aumento degli acquisti è più che reale a fronte di una produzione certificata di qualità.
Parallelamente al convegno usl grano duro si è tenuto un corso di formazione su “Comunicare l’agricoltura” accreditato dall’Ordine dei Giornalisti con la partecipazione di diversi operatori dell’informazione e degli alunni dell’Istituto agrario Salvati di Pianello Vallesina.
Grazie all’Assam, nel pomeriggio si sono intervallate degustazioni di olio e birra con presentazione di progetti innovativi come quello sull’agricoltura di precisione e di attività particolari come quella dei vivai forestali. L’Associazione Sommelier Marche ha invece condotto i visitatori alla piena conoscenza di profumi e sapori del Verdicchio dei Castelli di Jesi nel 50° anniversario della Doc e dei vini rossi delle Marche.
Le fattorie didattiche hanno permesso anche ai bambini di potersi divertire grazie a laboratori e alla presenza di animali.
Insomma, un pieno successo che ha confermato il ruolo centrale del Consorzio Agrario Provinciale di Ancona a supporto dell’agricoltura del territorio regionale e la volontà di impegnarsi ancora attivamente per supportare le aziende agricoli nelle migliori soluzioni per prodotti di qualità e capaci di trovare valore sul mercato.

10 Apr 2018
Campo gelato

DANNI DA MALTEMPO E NON SOLO

Alla fine di febbraio una gelata siberiana ha flagellato la nostra penisola. Le Marche sono state tra le regioni più colpite dalla neve. Soprattutto il gelo, però, ha provocato i danni maggiori. Parliamo di danni soprattutto agli olivi, ad alcune tipologie di alberi da frutto (quelli precoci) alle coltivazioni da vivaio od ortaggi invernali. Certamente le coltivazioni autunno vernine non hanno, per il momento, molto risentito, salvo l’aver disperso il concime, per chi l’ha distribuito, a causa delle copiose piogge prima e dopo la nevicata. Oppure qualche danno l’avremo sul ritardo del primo taglio degli erbai da fieno per chi questo anno ha rinnovato (nuova semina) le coltivazioni da
foraggio.
Comunque possiamo però affermare che, salvo in alcune zone od areali ristretti, grossi danni non sono stati subiti, o meglio danni da poter richiedere “la calamità naturale”. Ma soprattutto è sbagliato chi – ai primi fiocchi di neve, stracciandosi le vesti – può ipotizzare un danno di circa 300 milioni per l’agricoltura come se avesse la linea diretta con il Padre Eterno, conoscendo in anteprima quando e come finirà l’ondata di maltempo. Tanto è vero che ci illuminano anche sui danni per la pesca, in quanto i nubifragi di neve e vento hanno bloccato i pescherecci sull’Adriatico fino a far dimezzare (sic!) il pescato (come se la neve od un forte vento fosse un evento inaspettato ed estremamente occasionale). Ma dove si raggiunge l’apoteosi è quando si parla di danni agli allevamenti, in quanto a causa delle basse temperature dovute al maltempo “si attendono anche morti ed aborti nelle stalle dove gli allevatori stanno mettendo i cappotti ai vitellini e hanno acceso le lampade termiche a luce rossa, mentre l’acqua negli abbeveratoi viene scaldata fino a una temperatura di 20 gradi oppure lasciata sgocciolare…” con tanto d’intervista di allevatori di montagna…
Questo credo che sia troppo anche per chi non conosce a fondo l’agricoltura, non solo perché urlare sempre “al lupo al lupo” sminuisce e rende poco credibile chi si lamenta per danni veramente subiti; ma soprattutto far passare gli allevatori per degli sprovveduti ed un po’ ebeti, è offensivo ed immeritato.
Non esiste e, ripeto, non esiste allevatore che non sappia che in inverno c’è sempre il rischio dell’abbassamento repentino delle temperature e rischi di gelate. Cappottini od altre amenità del genere le lasciamo a chi “sentenzia” sulle spalle di “chi si fa il mazzo” sotto la neve allevando bestiame al pascolo o allo stato semi brado. E vi garantisco che so di cosa parlo! Non esiste allevatore, degno di questo nome, che si faccia trovare impreparato in inverno: forse gli può essere successo, una volta, forse in parte, ma mai una seconda; l’esperienza insegna!
Comunque sia, forse anche questa l’abbiamo scampata. Al contrario un silenzio assordante sempre dalle stesse persone nei confronti del Consorzio di Bonifica, i cui costi sono sulle spalle degli agricoltori e con tutto il rispetto in cambio di nulla Né manutenzioni di fiumi o torrenti (vedi il fiume Misa o il Musone… solo come esempio), né manutenzione di fossi, né di strade rurali. Non solo nella valle dell’Aso ad oggi 28/03/2018 lo stesso Consorzio, forse farà più danni del maltempo, minacciando di non aprire le condotte delle irrigazioni con la motivazione che gli agricoltori non pagano (sic!). Cosa in molti casi non solo falsa, ma assolutamente risibile in quanto il Consorzio, lo sappiamo bene noi della Provincia di Ancona, è prontissimo a mandarci raccomandate e cartelle esattoriali se rimaniamo in ritardo sui pagamenti della tassa che chiamano quota associativa o contributo consortile (ari sic!!!). Purtroppo l’avevamo previsto, avevamo previsto dove sarebbe sprofondato il Consorzio, per questo, ne eravamo stati convintamente alla larga, noi di Confagricoltura! E se tanto ci dà tanto, peggio sarà…
Ci auguriamo, al contrario, che la Regione Marche intervenga decisamente sulla Bonifica Marche, come più volte abbiamo sollecitato, evitando che gli agricoltori subiscano ulteriori danni economici, questi sì da un maltempo provocato.

Alessandro Alessandrini