di Alberto Maria Alessandrini
Che la zootecnia regionale sia in crisi non è un segreto. Il crollo drastico dei capi allevati e la diminuzione sostanziale delle aziende sono problematiche che non si possono più affrontare unicamente con i pur necessari incentivi agli allevatori, con la tutela delle razze c.d. “antiche” o tramite i bandi sul benessere animale. Se da un lato, infatti, si richiedono agli allevatori standard qualitativi sempre più elevati e un’attenzione maniacale alla filiera, dall’altro quegli stessi produttori non possono essere lasciati solo nel momento cruciale: quello della trasformazione.
A tal proposito senza una rete di mattatoi efficiente, moderna e capillare sul territorio, la filiera agricola marchigiana resterà una promessa incompiuta. Le infrastrutture di base sono il pilastro su cui poggia l’intera economia rurale (non solo mattatoio, ma anche strade di campagna ben tenute, sistemi di accumulo idrico efficienti, copertura internet adeguata, etc.) ed è inutile parlare di sostenibilità se il bestiame deve percorrere centinaia di chilometri su dei camion per poter essere macellato. Non solo con un aumento esponenziale dei costi logistici ma, soprattutto, con uno stress animale che vanifica gli sforzi fatti in allevamento.
In questo scenario di forte criticità un plauso va all’amministrazione comunale di Corinaldo. Da mesi, ormai, il sindaco Gianni Aloisi sta portando avanti con determinazione una battaglia fondamentale per la realizzazione di una nuova struttura comunale che sostituisca il mattatoio esistente. Non si tratta solo di un’opera pubblica ma di una visione programmatica chiara, come emerge dalla recente manifestazione di interesse pubblicata dal Comune.

“Il mattatoio di Corinaldo è una risorsa strategica a supporto dei tanti allevatori del nostro territorio – evidenzia il sindaco Aloisi – ma siamo consapevoli che la sua posizione attuale non è più rispettosa verso chi vive in quella zona”.
Il documento appena pubblicato dall’ amministrazione definisce quindi linee guida rigorose per uno studio di fattibilità che non trascura alcun aspetto della filiera moderna: efficienza ed innovazione coniugate con benessere degli animali qui condotti e rigidi standard sanitari. Il nuovo mattatoio, inoltre, dovrebbe sorgere fuori dal centro abitato in un luogo più consono agli attuali standard previsti per tali tipologie di impianti.
A tal riguardo il sindaco evidenzia: “Non possiamo ignorare i disagi dei residenti e, contemporaneamente, le esigenze delle aziende agricole. I nostri allevatori avranno a disposizione (con la nuova struttura) uno spazio all’avanguardia per valorizzare il prodotto locale, con nuovi servizi di lavorazione e porzionatura, insomma trasformeremo un problema di oggi in una grande opportunità per tutto il territorio.”
Una sfida è complessa (coniugare servizi essenziali per gli allevatori alle diverse esigenze del territorio) che, però, piccoli comuni da soli avrebbero difficoltà a portare avanti senza supporti esterni.
Proprio per questo motivi sembrerebbero positivi anche i primi segnali di interesse e coinvolgimento sia da parte della Direzione Regionale dell’Agricoltura che del governatore Acquaroli stesso.