Il settore vitivinicolo delle Marche guarda con interesse, ma anche con prudenza, alle ultime novità ministeriali. Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste ha infatti emanato due importanti decreti attuativi legati al regolamento europeo sul “Pacchetto Vino” (nello specifico il DM n. 483420 e il DM n. 483563 del 18 settembre 2026). L’obiettivo dei provvedimenti è duplice: da un lato dare slancio al turismo enologico nelle zone di produzione, dall’altro potenziare i sostegni economici per la ristrutturazione dei vigneti e per gli investimenti strutturali nelle cantine, legandoli a doppio filo agli obiettivi di sostenibilità e adattamento ai mutamenti climatici.

Per quanto riguarda la valorizzazione dell’accoglienza e delle esperienze turistiche nelle campagne, il primo decreto stanzia contributi a fondo perduto che possono coprire fino al 50% dei costi ammissibili. Le risorse provengono dal Piano Strategico Nazionale e si basano principalmente sulle economie di spesa stabilite a livello locale. La scadenza fissata per la presentazione delle istanze è il 15 dicembre 2026, con AGEA che ha garantito l’apertura del portale informatico con almeno sessanta giorni di anticipo rispetto al termine ultimo.
È fondamentale sottolineare che l’accesso a questa specifica linea di finanziamento non è aperto ai singoli produttori individuali, bensì a soggetti collettivi qualificati. Tra questi figurano le organizzazioni professionali rappresentative della filiera, le OP, le AOP, le organizzazioni interprofessionali, i consorzi di tutela e le associazioni temporanee o permanenti di produttori. Le attività finanziabili spazieranno dalle campagne pubblicitarie mirate a esaltare standard qualitativi, sicurezza alimentare e tradizioni territoriali, fino all’organizzazione di eventi, fiere, escursioni guidate tra i filari e visite nelle strutture di vinificazione.
Tuttavia, non mancano le perplessità sollevate dalle sigle di categoria. Confagricoltura ha espresso diverse riserve al dicastero romano, evidenziando come una fetta consistente degli aspetti operativi sia stata demandata alle decisioni territoriali, lamentando inoltre scadenze particolarmente stringenti e la carenza di indicazioni preliminari puntuali. Gli operatori e i consorzi marchigiani dovranno quindi attendere la circolare applicativa di AGEA e i successivi bandi che saranno emanati dalla Regione Marche per comprendere appieno le modalità operative e i criteri di selezione in caso di esaurimento dei fondi.

Il secondo provvedimento ministeriale introduce invece novità di rilievo per quanto concerne l‘innalzamento dei contributi, che possono passare dal 50 all’80% dei costi effettivi. Questa maggiore intensità d’aiuto si applica a due ambiti cruciali per la competitività delle aziende agricole: la ristrutturazione e riconversione colturale e gli investimenti materiali.
Nel primo caso, per ottenere la copertura dell‘80% sulla ristrutturazione dei vigneti, i produttori dovranno dimostrare in modo inequivocabile il nesso diretto tra il cantiere agronomico e la finalità di adattamento climatico. Per l’annualità 2026/2027 sarà inoltre obbligatoria una relazione tecnica dettagliata che attesti il conseguimento dei target prefissati.
Discorso analogo per gli investimenti in cantina orientati alla mitigazione ambientale, alla riduzione dell’impatto ecologico e al miglioramento della sostenibilità complessiva dei sistemi produttivi aziendali. Anche in questo scenario, il testo normativo rimanda alla scheda tecnica dedicata del PSP e affida alle Regioni la definizione dei dettagli operativi locali. Proprio su questo punto Confagricoltura ha sollecitato chiarimenti puntuali per definire con precisione quali tipologie di interventi consentano di centrare i requisiti richiesti; il Ministero ha confermato che la questione è attualmente al vaglio di un comitato tecnico-scientifico dedicato.
Sul territorio regionale, Confagricoltura ha già fatto sapere di voler monitorare passo dopo passo l’evoluzione delle misure e l’apertura del confronto istituzionale con gli assessorati della Regione Marche, così da tutelare e supportare le imprese associate. Gli imprenditori vitivinicoli interessati a cogliere queste opportunità possono già rivolgersi agli uffici territoriali dell’organizzazione per ricevere assistenza e aggiornamenti tempestivi.