di Alberto Maria Alessandrini
Alla vigilia della nuova campagna salgono le attese per una stagione di raccolta grano che non parte certo con i migliori auspici, almeno sul fronte del prezzo. Le ben note contingenze economiche internazionali (scorte di prodotto ancora alte, aumento dei costi a causa delle guerre, etc..) unite a croniche criticità interne (prima fra tutti la confusione creata alla Cun), stanno ancora mantenendo i prezzi del grano duro bassi, al di sotto di quanto necessario anche solo per coprire i costi. Fondamentale sarà, quindi, avere una stagione buona sul piano delle rese con produzioni importanti e di qualità per compensare la minore valorizzazione alla vendita.
A pochi giorni dall’ingresso delle mietitrebbie in campo i segnali non sembrano particolarmente sconfortanti anche se, probabilmente, la stagione sarà tutt’altro che uniforme. L’andamento meteorologico autunno/vernino non è stato fra i peggiori, così come la primavera ormai conclusa ha “accompagnato” bene la stagionatura della spiga anche se, in tutta la regione, la situazione potrebbe subire grosse variazioni.
“Ci aspettiamo una raccolta buona, in linea con le rese mediamente realizzate dalla nostra azienda – afferma Andrea Guzzini, responsabile tecnico dell’azienda Santa Casa di Loreto -.Il prodotto ha maturato bene e la spiga si presenta con le giuste caratteristiche. Certo, i nostri terreni sono prevalentemente sulla fascia costiera (Porto Recanati, Loreto, Castelfidardo) e gli sbalzi di temperatura di metà maggio sono stati meno evidenti che in altre zone più interne e collinari. Qualche problema si è avuto in fase di accestimento ma le aspettative globali, al momento, sono buone anche in termini di qualità del prodotto.”
I grossi sbalzi di temperatura che hanno contraddistinto la fase centrale della primavera, infatti, potrebbero rappresentare un problema per i campi collinari di alcune zone della regione, soprattutto quelle più esposte a sud. Un’ondata di calore anomala che, in qualche caso, potrebbe aver accelerato troppo la normale maturazione della spiga.
Un problema riscontrato anche da Francesco Ciavattini, tecnico dell’azienda Degli Azzoni Avogadro Carradori di Montefano: “Nei terreni più tenaci il grano si è seccato presto con il caldo delle scorse settimane. Le frequenti piogge invernali hanno mantenuto il terreno fresco e di conseguenza le radici non si sono sviluppate eccessivamente, il calore improvviso arrivato poi ha penalizzato alcuni campi. Altra questione da attenzionare sono gli allettamenti, causati da alcuni violenti temporali, avvenuti comunque dopo una fase di formazione della spiga corretta che potrà determinare una maturazione leggermente penalizzata ma globalmente buona. In azienda abbiamo diverse varietà in campo, la spiga si presenta bene e non presenta problemi di malattie per cui abbiamo un moderato ottimismo sulle produzioni.”
Questione dirimente in un’annata come questa, però, sarà ancora una volta la tecnica produttiva. La in termini di produzioni. Un paradosso non da poco alla luce degli ingenti aumenti che mezzi tecnici, concimi e carburanti stanno affrontando ma fondamentali per garantire la qualità del grano duro marchigiano.