di Alberto Maria Alessandrini

Fra le novità introdotte dall’ultima finanziaria vi è anche la c.d. “Rottamazione-quinquies”, la quinta versione della definizione agevolata dei carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. L’obiettivo dichiarato dal Governo è duplice: da un lato permettere ai cittadini e alle imprese di ripulire il proprio “cassetto fiscale” dalle pendenze storiche e, al contempo, concentrare l’agevolazione su quei debiti considerati più “sostenibili”, ovvero legati a dichiarazioni fiscali e contributive regolarmente presentate, ma non versate.

La nuova rottamazione non è quindi un “colpo di spugna” indistinto. Riguarda i carichi affidati alla riscossione in un arco temporale molto ampio, dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Tuttavia, la selezione è rigorosa, possono essere definiti in via agevolata:

· Debiti tributari derivanti da liquidazioni e controlli automatici delle dichiarazioni (IRPEF, IRES, IVA);

· Contributi previdenziali INPS (purché non derivino da accertamenti d’ufficio);

· Alcune tipologie di sanzioni amministrative statali.

Restano invece esclusi, salvo diversa indicazione degli enti locali, i tributi territoriali (come IMU o TARI), le imposte indirette (successioni, donazioni, registro) e i carichi non legati a dichiarazioni periodiche.

Il beneficio per chi aderisce è concreto. Il contribuente dovrà versare esclusivamente la quota capitale (il debito originario) e le spese per le procedure esecutive o di notifica. Vengono, invece, completamente cancellate le sanzioni pecuniarie, gli interessi di mora e l’aggio di riscossione.

Per favorire, poi, il rientro è prevista una flessibilità nei pagamenti senza precedenti nel passato: il debito potrà essere spalmato in un massimo di 54 rate bimestrali (circa 9 anni), con un tasso di interesse agevolato fissato al 3% annuo.

Sebbene i modelli ufficiali verranno rilasciati nei prossimi mesi, il cronoprogramma è già tracciato. La domanda di adesione andrà presentata esclusivamente online sul portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Il primo appuntamento con la cassa (rata unica o prima rata del piano) è fissato per luglio 2026.

Come contropartita alla notevole dilazione che la rottamazione prevede vi è, però, un estremo rigore richiesto dal contribuente in fase di pagamento. Il mancato o tardivo pagamento anche di una sola rata comporta la decadenza immediata dai benefici. In quel caso, il debito originario risorge con l’intero carico di sanzioni e interessi precedentemente stralciati.

Il provvedimento riveste un’importanza strategica per il settore primario. Per le imprese agricole e i datori di lavoro la misura rappresenta una via preferenziale per regolarizzare le ritenute fiscali e i contributi previdenziali dei dipendenti, oltre che la propria posizione personale. “Si tratta di un’opportunità significativa che va valutata con estrema attenzione,” spiegano dagli uffici di Confagricoltura, che ha già attivato le proprie strutture territoriali per assistere i soci. “Non è una scelta automatica: bisogna analizzare la convenienza effettiva e la sostenibilità del piano di rateazione nel lungo periodo.”