La circolare n. 22046 del 12 marzo 2026 emanata da AGEA rappresenta un passaggio cruciale nella definizione dei saldi della Politica Agricola Comune (PAC) per la campagna 2025, con particolare riferimento al comparto zootecnico. Il provvedimento stabilisce infatti gli importi unitari dei pagamenti diretti, in particolare quelli legati al sostegno accoppiato al reddito, fornendo agli allevatori italiani un quadro aggiornato delle risorse effettivamente erogabili.

Dal punto di vista metodologico, la quantificazione dei saldi si basa su un criterio ormai consolidato: il rapporto tra il plafond finanziario previsto dal Piano Strategico della PAC e il numero di capi, ettari o unità di bestiame adulto (UBA) accertati dagli organismi pagatori. I dati utilizzati fanno riferimento alle comunicazioni ufficiali aggiornate al 3 marzo 2026 attraverso il sistema informativo agricolo nazionale (SIAN).

Un elemento rilevante introdotto dalla circolare riguarda l’adattamento degli importi unitari ai vincoli del Piano Strategico. In presenza di valori inferiori ai minimi programmati, AGEA ha provveduto ad adeguare gli importi verso l’alto, garantendo il rispetto delle soglie previste; al contrario, in caso di scostamenti minimi rispetto ai valori già definiti in precedenti circolari, sono stati confermati gli importi esistenti.

Tabella con gli importi previsti (tratta da L’Informatore Agrario)

Per quanto concerne nello specifico la zootecnia, gli importi evidenziano differenziazioni significative tra tipologie produttive e aree territoriali. Ad esempio, per i bovini da latte si registra un sostegno più elevato nelle zone montane, pari a circa 109,90 euro per capo, rispetto ai 67,15 euro delle aree ordinarie. Analogamente, le vacche nutrici iscritte ai registri genealogici beneficiano di un pagamento superiore (118,22 euro/capo) rispetto agli animali non iscritti (66,55 euro/capo). Anche il comparto bufalino riceve un sostegno specifico, con circa 29,70 euro per capo.

Tali differenziazioni riflettono la volontà di sostenere maggiormente le produzioni considerate strategiche o più vulnerabili, come quelle situate in aree svantaggiate o legate alla qualità genetica degli allevamenti. Il sostegno accoppiato continua quindi a svolgere una funzione redistributiva e di indirizzo produttivo all’interno della PAC.

Un capitolo a parte riguarda gli ecoschemi zootecnici, in particolare l’Eco-schema 1 legato al benessere animale e alla riduzione dell’antimicrobico-resistenza. La circolare evidenzia come, per questi interventi, non siano ancora disponibili tutti i dati necessari alla determinazione definitiva degli importi unitari. Di conseguenza, vengono temporaneamente confermati i valori già stabiliti in precedenza, in attesa della conclusione delle istruttorie e dell’elaborazione completa dei dati provenienti dai sistemi di certificazione.

Un ulteriore aspetto di rilievo è la natura non definitiva degli importi indicati. AGEA sottolinea infatti la possibilità di successive variazioni, legate sia all’aggiornamento dei dati istruttori sia alla necessità di rispettare i massimali di spesa fissati a livello europeo e nazionale. È prevista pertanto l’emanazione di una circolare definitiva entro il termine ultimo del 30 giugno 2026, data di chiusura della campagna dei pagamenti.

In conclusione, la circolare AGEA 22046/2026 rappresenta uno strumento fondamentale per la gestione finanziaria della PAC nel settore zootecnico, offrendo certezza sugli importi ma mantenendo al contempo una necessaria flessibilità. Il sistema di calcolo adottato, insieme ai meccanismi di correzione e aggiornamento, consente di coniugare rigore amministrativo e adattamento alle dinamiche reali del settore, garantendo una distribuzione equilibrata delle risorse a favore degli allevatori italiani.