E’ stata accolta la richiesta del mondo agricolo relativa all’estensione del credito di imposta per il gasolio agricolo volta a limitare la ricaduta dei rincari sulla competitività delle imprese e a contenere il rischio di innescare un’inflazione lungo tutta la filiera agroalimentare.

Questa mattina, infatti, il Governo ha stabilito un intervento che mitiga l’aumento del costo del gasolio agricolo prevedendo il credito di imposta del 20% per il mese di marzo.

In particolare, il decreto che proroga la riduzione delle accise dei carburanti al 1° maggio, come ha ricordato il ministro Lollobrigida, “comprende anche misure a favore delle imprese agricole, imprese che hanno subito un aumento eccezionale del costo dei carburanti, prevedendo un credito di imposta di 30 milioni di euro destinato a coprire le spese per l’acquisto del carburante del mese di marzo, nella misura del 20%”. 

Il prezzo del gasolio agricolo, ha avuto modo di ricordare da parte sua Confagricoltura, ha raggiunto 1,4 euro/lt, più del 44% rispetto a inizio anno. E l’aumento indiscriminato di questo carburante si è verificato peraltro in un momento particolarmente sensibile per le imprese agricole che intensificano gli interventi agronomici nei campi dopo il riposo invernale e si trovano già a dover affrontare un significativo incremento anche dei fertilizzanti azotati. Situazione questa che mette a rischio le concimazioni e, con esse, non solo la quantità, ma anche la qualità delle produzioni.

Confagricoltura ricorda che il solo gasolio in alcuni settori produttivi incide sui costi totali di produzione tra il 15 e il 20%.